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Idee in circolo, al via il progetto di Arci finanziato dalla Fondazione Livorno

Laboratori creativi, visite guidate, doposcuola e attività didattiche di educazione alla cittadinanza attiva, per accrescere la collaborazione tra giovani e favorire lo sviluppo di una maggiore conoscenza del territorio, anche attraverso tematiche legate alla legalità e alla memoria storica.

Il progetto “Idee in circolo”, realizzato dall’Associazione ARCI Comitato Territoriale Piombino Val di Cornia Elba e finanziato dalla Fondazione Livorno, prevede un periodo di realizzazione che va dal 15 settembre 2017 al 30 settembre 2018 e comprende tutta una serie di azioni finalizzate allo sviluppo delle competenze relazionali, all’integrazione sociale e al potenziamento della consapevolezza civica. Rivolte principalmente ai bambini delle elementari e ai ragazzi delle scuole secondarie, le attività previste dal progetto consistono in percorsi di cittadinanza attiva, laboratori musicali, di pittura e di riciclo. Il Circolo Interculturale Samarcanda provvederà a organizzare uscite finalizzate alla conoscenza del territorio (visite alle biblioteche, viaggi nei parchi, nelle oasi e nei musei della Val di Cornia) e a costruire percorsi indirizzati ai bambini stranieri e miranti al recupero scolastico (attività di alfabetizzazione e animazione culturale). Con la collaborazione di Officine Cineclub Piombino saranno poi impartite lezioni di cinema, attraverso la lettura guidata di alcuni film.

Tutte le iniziative si svolgeranno presso l’Informagiovani di Piombino e Riotorto, nelle sedi dei circoli Arci e delle associazioni che sostengono il progetto, cioè, oltre al Circolo Interculturale Samarcanda, a Officine Cineclub e al Comune di Piombino, l’Associazione culturale Sound, Arci Servizio Civile Piombino, Comunità Senegalese Val di Cornia e Cooperativa sociale Fuorischema.

Tesseramento 2017-18


Riportiamo un importante articolo sulla nuova stagionalità del tesseramento ARCI. Per info e affiliazioni al nostro comitato scrivete a arcipiombino@virgilio.it

Il tesseramento inizia il primo ottobre:
per l’Arci una piccola rivoluzione

di Gabriele Moroni, responsabile nazionale Arci sviluppo associativo

Per il secondo anno parte la nostra campagna di tesseramento e adesione il 1 ottobre. La grafica 2017/2018 è di Claudio Mansillo e Alessandro Gozzi, vincitori del concorso che abbiamo rivolto agli studenti della accademia di belle arti RUFA di Roma (Rome University of Fine Arts).

L’idea parte dalla stella del nostro logo, l’immagine richiama visivamente «un’esplosione di energia con al centro l’Arci»: il nostro progetto di promozione sociale, basato sulla collaborazione fra i circoli, è rappresentato dall’armonia grafica degli elementi, il colore dominante è il rosso, «passione, ideali, amore per il popolo». Accompagna la grafica il payoff #61dinoi, che richiama il nostro 61° anno di attività, con un gioco di parole che sottolinea senso di appartenenza e partecipazione attiva e si associa, su molti dei nostri materiali promozionali, all’invito «Iscriviti all’Arci». Sarà il primo tesseramento dopo la pubblicazione del nuovo Codice del Terzo settore (D.Lgs 117/17) e del decreto sull’impresa sociale (D.Lgs 112/17), che hanno avviato la ridefinizione di buona parte del nostro mondo, a partire dalla definizione degli enti di terzo settore (ETS), chi sono, come sono organizzati, cosa fanno. Ma faremmo un grandissimo errore se vivessimo questo anno, nel quale inizieranno via via ad arrivare i decreti ministeriali che definiscono nel dettaglio le ricadute della riforma, come un anno in cui stare chiusi e ripiegati su noi stessi, in un dibattito tutto interno su come si collocherà l’Arci nel nuovo Terzo settore, o, peggio, un anno in cui disperdere energie inseguendo in modo frenetico le novità normative, lasciando che in qualche modo sia la normativa a modificare la nostra agenda di programma.  Dobbiamo invece continuare, come diceva la campagna tesseramento dello scorso anno, a praticare il nostro essere Da 60 anni sempre aperti, valorizzare il nostro essere una autorevole Rete associativa nazionale ante litteram, forte di tante esperienze associative storiche e tradizionali, sempre pronta ad accogliere nuove esperienze associative. In questo senso proseguono le nostre politiche di sviluppo associativo: il Bando di sviluppo promosso insieme a Banca Etica, il network dell’Arci sulla piattaforma di crowdfunding Produzioni dal Basso e le agevolazioni previste dal Regolamento del Tesseramento rivolte al nuovo associazionismo. Da quest’anno – oltre ai circoli nei territori in cui non siamo presenti, quelli dedicati a cinema e cultura, infanzia e adolescenza, composti in prevalenza da donne e/o under35 – riguardano anche i circoli tematici impegnati nell’antimafia sociale/legalità democratica, quelli impegnati nel recupero di spazi presso stazioni impresenziate (per i quali abbiamo chiesto a FS/RFI la stipula di una convenzione) o delle proprie sedi danneggiate da calamità naturali (terremoto e alluvioni). A queste si aggiunge la nuova collaborazione avviata con la Rete della Conoscenza, tramite il lancio di MuSa – Mutualismo Studentesco per l’Alternativa, rete sperimentale di progetti ed esperienze associative comuni, finalizzata ad un piano di reinsediamento sociale di pratiche di cittadinanza attiva, a partire dai contesti più difficili delle nostre città, che mettano al centro l’idea di una società solidale.

ArciReport numero 27, 14 settembre 2017

 

Identità in una città in cambiamento

 Al via il ciclo di tre incontri organizzati dal Circolo Samarcanda in collaborazione con Cesvot dal titolo “Identità in una città in cambiamento”.

Il primo degli incontri è in programma per venerdì 27 Febbraio alle ore 15:30 presso l’auditorium del Centro Giovani “F. De Andrè”.
L’incontro è aperto a tutti.
Con la chiusura dell’altoforno, simbolo di 150 anni di produzione d’acciaio da ciclo integrale, nella nostra città e nel territorio siamo di fronte ad un passaggio epocale, di paradigmi identitari e culturali.
Il futuro può aprire nuovi scenari, ridisegnare il tessuto connettivo, sociale e democratico sul quale per generazioni sono stati costruiti, attinti valori, reddito, relazioni.
A tale tessuto si sono saldate le lotte per l’emancipazione, la dignità, i diritti sul e nel lavoro e nella società.
Come tutte le forti identità, Piombino non è stato solo un centro di produzione di acciaio, ma anche di eccellenze professionali, artistiche, un polo di attrazione culturale di livello internazionale.
Con la vendita della Lucchini alla Cevital, con le prospettive per il porto, nel nostro nostro territorio si aprirà un passaggio di “paradigma identitario”.
Gli incontri in programma si propongono come una riflessione su questi temi.

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